Teatro

Giocare a teatro laboratorio teatrale condotto da Giorgio Volpe.

Giocare a teatro è un laboratorio teatrale che si rivolge a bambini e ragazzi con l’obiettivo di educare al teatro attraverso la pratica teatrale stessa. L’educazione al teatro consiste, essenzialmente, nel condurre il giovane verso l’autonomia, la libertà e la responsabilità, corredata da una sensibilità e d’una capacità personale d’adattamento che gli permetterà di affrontare le diverse prove individuali o collettive che si troverà a dover superare nel corso del suo sviluppo.

Il laboratorio di Giorgio Volpe

Come scrive Philippe Avron (attore francese):

«[…] simulando-interpretando la vita, imparano a vivere […]».

La formula è chiara: per il gioco teatrale, l’uomo in crescita si esercita agli ostacoli del mondo, si avventura in delle situazioni, delle emozioni, delle forme e dei personaggi immaginari che l’aiutano a formarsi, ambientarsi, crescere, rinforzarsi. Permettere a dei bambini e/o ragazzi di fare teatro, significa offrire loro l’esperienza singolare e insostituibile della metamorfosi: fingere di essere un altro, per meglio scoprire se stessi. Con l’educare al teatro, inoltre, si mira a fare in modo che il teatro possa essere considerato – dai più giovani – alla stregua di qualsiasi altra attività culturale o ludico-ricreativa. L’obiettivo principale di Giocare a teatro è che i giovani imparino a conoscere, apprezzare e frequentare il teatro.

Giocare a teatro oltre all’educazione al teatro si impegnerà anche nel far conoscere ai giovani la storia del teatro e la dizione.

A fine laboratorio verrà allestito uno saggio-spettacolo.

Giocare a teatro si rivolge a tre fasce d’età:

  • dai 4 ai 6 anni;
  • dai 6 ai 10 anni;
  • dagli 11 ai 16 anni.

Cosa facciamo?

  • Ricognizione e appropriazione dello spazio scenico.
  • Percorsi di lettura animata: storie raccontate attraverso il mimo e con gli oggetti della vita quotidiana.
  • Analisi del testo, propedeutica alla drammatizzazione della fiaba e tanto altro…

Perché farlo?

  • Per stimolare la fantasia, attraverso linguaggi diversi
  • Per favorire la comunicazione e l’integrazione
  • Per imparare ad esprimere sentimenti, paure, emozioni attraverso il corpo
  • Per favorire l’osservazione e conseguente mimesi di diversi modelli di comportamento

Giorgio Volpe

Giorgio VolpeDiplomato alla Scuola di Recitazione Teatro Azione nel 2011, è laureato in Spettacolo, Moda e Arti Digitali (Lettere e Filosofia, Università La Sapienza – Roma) con una tesi sulla storia del teatro ragazzi dal titolo Teatro Ragazzi. Esperienze tra Italia e Francia. Si forma in ambito teatrale studiando con Cristiano Censi e Isabella Del Bianco, poi – fra gli altri – con Cinzia Alitto, Andrea De Magistris, Jacopo Serafini e Marco Simeoli. Dal 2011 inizia a lavorare in diverse produzioni teatrali romane. Nel 2012 fa parte del cast di Mendel, scritto e diretto da Riccardo Caporossi. Nel 2013 trascorre un periodo di studi Erasmus a Barcellona, presso l’Accademia d’Arti Sceniche Institut del Teatre; e dal 2016 al 2017 frequenta la sezione teatro dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini diretta da Massimo Venturiello. Nel 2018 svolge un periodo di ricerche universitarie a Parigi presso il Théâtre Dunois (théâtre pour l’enfance et la jeunesse). Attualmente, oltre ad essere impegnato come attore, si dedica ad esperienze di teatro ragazzi; passione, questa, che lo ha spinto a cimentarsi nella drammaturgia, nella regia, e nella narrativa per bambini. Attualmente Giorgio Volpe dirige la realtà da lui fondata nel 2014, Giù di Su per Giù – teatro, con cui nella stagione teatrale 2018-2019 porterà in scena per la prima volta in Italia L’Emozionometro dell’Ispettore Drillo (di Susanna Isern, edito da NubeOcho), curandone l’adattamento e la regia.

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